Carbossiterapia
Con il termine di Carbossiterapia si intende la somministrazione sottocutanea di un gas medicale, l’ anidride carbonica, a scopo terapeutico.
La carbossiterapia è un trattamento che trae origine nell’ ambito della medicina termale, per curare le malattie vascolari, vista l’ efficacia di tale gas sulla circolazione.
Oggi, grazie a tecnologie d’ avanguardia, è possibile effettuare sedute di carbossiterapia anche in ambulatorio, con apparecchiature certificate dal ministero della salute in grado di erogare anidride carbonica in modo controllato, con dosaggi e tempi di erogazione ben definiti, attravero micropunture superficiali.
La carbossiterapia trova indicazioni in diversi campi:
- ha azione benefica sulla circolazione in quanto il gas iniettato sottocute, determina un aumento della velocità del flusso sanguigno con apertura dei capillari schiacciati dai liquidi di ritenzione e dalle cellule adipose, consentendo una maggiore ossigenazione dei tessuti.
- ha azione sul grasso mediante un effetto lipolitico diretto legato all’ azione meccanica del flusso del gas e indiretto, ovvero si riattivano gli enzimi in grado di sciogliere i grassi.
- azione sulla cute che risulta più tonica, più compatta, più luminosa, ciò è dovuto all’ aumento del flusso sanguigno, all’ ossigenazione dei tessuti e all’ azione di stimolo sui fibroblasti con maggiore produzione di collagene e acido ialuronico.
Non esistono effetti collaterali, se non qualche piccolo livido creato dal microago con cui si inietta.
In genere le sedute terapeutiche sono a cadenza settimanale nelle prime dieci settimane, successivamente la frequenza può essere minore, con sedute di mantenimento ogni due- quattro settimane.
Ciò dipende dal tipo di problematica trattata e dalla risposta clinica soggettiva.